Commenti alle letture domenicali del Monastero di Saint-Oyen

Sunday, October 24, 2021

XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Dio non passa oltre

«Sei venuta, o luce della luce, / a dar chiarore alla luce. /

Dai miei occhi / sono svanite le tenebre. /

Tutto il cielo, la terra tutta / sono pieni di riso e di gioia; /

e dove volgo gli occhi / tutto è bello, tutto è bello» / (Tagore)

Il grido silenziato – «In questo passo del Vangelo c’è un uomo che grida forte, sempre più forte. È Bartimeo, un cieco mendicante seduto sul ciglio della strada. La sua voce urlante chiede pietà a Gesù che sta passando di lì e di cui ha sentito parlare. Nel suo angusto e difficile mondo tutto buio, la notizia venuta da fuori e il sentimento più intimo della speranza si intrecciano insieme e si fanno invocazione rumorosa.

Quel grido, però, disturba la quieta spiritualità dei discepoli, sempre intenti a separare il divino dal dolore del mondo. Secondo la loro prospettiva, il gesto di seguire Gesù, di cercare Dio o di lasciarsi attrarre dallo Spirito non prevede scomode fermate ai cigli delle strade. Per queste anestesie e resistenze, dunque, essi rimproverano Bartimeo e vorrebbero farlo tacere. Fanno da “silenziatori”: come quegli aggeggi che servono per sopprimere il rumore degli spari, essi impediscono la percezione di ciò che accade alle vittime del mondo» (Lucia Vantini, L’Osservatore Romano – 19.10.2021).

Come fanno le madri – «Invece di rimproverarlo, “Chiamatelo!” afferma Gesù, puntando l’attenzione su una sequela che non può permettersi di tirare dritto. Ancora prima di incontrare Bartimeo faccia a faccia, dunque, Gesù chiede un gesto di coinvolgimento vero da parte di coloro che camminano con lui e che non hanno alcuna intenzione di fare spazio né alla sua croce né alle croci della storia. Gesù non si limita a fare spazio al grido, ma accoglie la storia dell’uomo che per troppo tempo era stato obbligato alla rassegnazione e gli chiede di esplicitare il suo desiderio: “Che cosa vuoi che io faccia per te?”. Come fanno le madri con i pianti delle loro creature, Gesù crea le condizioni per trasformare il grido in desiderio articolato, cioè in una parola riconoscibile che possa divenire domanda e urgenza per le comunità.

La vita allora si risveglia esprimendosi con azioni molto esuberanti e piene di eccesso, che non hanno nulla di quello stile composto e rassegnato a cui la richiamavano i “silenziatori”: Bartimeo non posa ma getta via il suo mantello, non si mette ma balza in piedi, non tace ma prima urla e poi osa dire la sua inconfessabile speranza. Dal ciglio di una strada egli è il testimone perfetto perché ha sentito e sperimentato che Dio non passa oltre quando qualcuno grida» (Lucia Vantini, L’Osservatore Romano – 19.10.2021).

«Nella Giornata Missionaria Mondiale, che si celebra ogni anno nella penultima domenica di ottobre, ricordiamo con gratitudine tutte le persone che, con la loro testimonianza di vita, ci aiutano a rinnovare il nostro impegno battesimale di essere apostoli generosi e gioiosi del Vangelo. Ricordiamo specialmente quanti sono stati capaci di mettersi in cammino, lasciare terra e famiglia affinché il Vangelo possa raggiungere senza indugi e senza paure gli angoli di popoli e città dove tante vite si trovano assetate di benedizione.

Contemplare la loro testimonianza missionaria ci sprona ad essere coraggiosi e a pregare con insistenza “il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe” (Lc 10,2); infatti siamo consapevoli che la vocazione alla missione non è una cosa del passato o un ricordo romantico di altri tempi. Oggi, Gesù ha bisogno di cuori che siano capaci di vivere la vocazione come una vera storia d’amore, che li faccia andare alle periferie del mondo e diventare messaggeri e strumenti di compassione. Ed è una chiamata che Egli rivolge a tutti, seppure non nello stesso modo. Ricordiamo che ci sono periferie che si trovano vicino a noi, nel centro di una città, o nella propria famiglia. C’è anche un aspetto dell’apertura universale dell’amore che non è geografico bensì esistenziale. […] Maria, la prima discepola missionaria, faccia crescere in tutti i battezzati il desiderio di essere sale e luce nelle nostre terre» (P. Francesco, Messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale 2021).