Commenti alle letture domenicali del Monastero di Saint-Oyen

Sunday, February 21, 2021

I DOMENICA DI QUARESIMA – ANNO B

Quaresima: tempo di lotta e di discernimento

In tutto simile a noi fuorché nel peccato – «In questa prima domenica di Quaresima, il Vangelo richiama i temi della tentazione, della conversione e della Buona notizia. Scrive l'evangelista Marco: "Lo Spirito sospinse Gesù nel deserto e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana" (Mc 1,12-13). Gesù va nel deserto per prepararsi alla sua missione nel mondo. Egli non ha bisogno di conversione, ma, in quanto uomo, deve passare attraverso questa prova, sia per Sé stesso, per obbedire alla volontà del Padre, sia per noi, per darci la grazia di vincere le tentazioni. Questa preparazione consiste nel combattimento contro lo spirito del male, cioè contro il diavolo. Anche per noi la Quaresima è un tempo di "agonismo" spirituale, di lotta spirituale: siamo chiamati ad affrontare il Maligno mediante la preghiera per essere capaci, con l'aiuto di Dio, di vincerlo nella nostra vita quotidiana. Noi lo sappiamo, il male è purtroppo all'opera nella nostra esistenza e attorno a noi, dove si manifestano violenze, rifiuto dell'altro, chiusure, guerre, ingiustizie. Tutte queste sono opere del Maligno, del male» (P. Francesco, Angelus - 18.02.2018)

Due verbi per mettere ordine nella nostra vita – «L'evangelista Marco non si sofferma nella descrizione delle tentazioni. Ci consegna invece l'immagine biblica del deserto — che richiama la storia e il cammino di Israele — come luogo, spazio e tempo in cui Gesù entra. Questo è il tempo della scelta: essere un Messia potente, che si impone con la forza, che fa miracoli, che seduce le folle sfruttando i bisogni del cuore dell'uomo; oppure essere Messia secondo il progetto del Padre, il Dio dell'amore che si fa servo della vita e della gioia dell'umanità. La nostra libertà si misura ogni giorno con la tentazione di essere altro da ciò che siamo e di puntare la vita verso noi stessi invece che verso Dio. Questo faccia a faccia con la nostra libertà è fondamentale per scegliere che tipo di persone vogliamo essere e che vita vogliamo vivere. Il Vangelo, infatti, usa due verbi significativi: ** sospingere e rimanere.**

Il primo ci dice che è lo stesso Spirito Santo a condurre Gesù nel deserto: il tempo della prova, della crisi, della lotta interiore, di quel lavoro del cuore che ci fa "mettere ordine" e scegliere la vera libertà, è un tempo di grazia, è l'occasione che spesso Dio prepara per noi per farci cambiare e farci crescere nella libertà e nella verità di ciò che siamo.

Il secondo verbo è rimanere. Gesù rimane nella lotta, nella fatica, nell'oscurità e nella solitudine. Non scappa. Egli fa del deserto un'occasione per guardarsi dentro, per misurarsi col progetto del Padre e "mandare in crisi" le false immagini di Messia che il diavolo gli propone. Così anche per noi: fin quando scappiamo dalle crisi, evitiamo di fermarci per guardarci dentro, ci immergiamo nella frenesia e nel rumore "per non pensarci", rischieremo di vivere in superficie e di non diventare mai protagonisti della vita. Abbiamo bisogno, invece, di fare ordine nel cassetto del cuore e di liberare la nostra libertà dalle illusioni e dagli inganni.

Anche per noi la Quaresima è tempo per lasciarci condurre nel deserto. Tempo per fermarci, per non rifugiarci più in tutti gli alibi che utilizziamo per non cambiare mai, per guardarci dentro, per cercare di ristabilire le priorità e ritornare a ciò che conta davvero. È tempo di vincere la tiepidezza e la mediocrità, lottando contro tutte le forme del male che, a piccole dosi quotidiane, avvelenano il nostro cuore e le nostre relazioni. È tempo di entrare nel deserto e restare lì, come Gesù, senza scappare. Dove lo Spirito ci porta, dove "mette in crisi" il nostro io e i nostri schemi. Solo così possiamo mettere ordine nella nostra vita, nei nostri sentimenti, nei nostri affetti. E, lasciando morire ciò che è vecchio dentro di noi, ci apriremo alla vita nuova del Cristo Risorto» (Francesco Cosentino, L'Osservatore Romano - 16.02.2021)

Facciamoci qualche domanda – «La Quaresima è un viaggio che coinvolge tutta la nostra vita, tutto noi stessi. È il tempo per verificare le strade che stiamo percorrendo, per ritrovare la via che ci riporta a casa, per riscoprire il legame fondamentale con Dio, da cui tutto dipende. La Quaresima non è una raccolta di fioretti, è discernere dove è orientato il cuore. Questo è il centro della Quaresima: dove è orientato il mio cuore? Proviamo a chiederci: dove mi porta il navigatore della mia vita, verso Dio o verso il mio io? Vivo per piacere al Signore, o per essere notato, lodato, preferito, al primo posto e così via? Ho un cuore "ballerino", che fa un passo avanti e uno indietro, ama un po' il Signore e un po' il mondo, oppure un cuore saldo in Dio? Sto bene con le mie ipocrisie, o lotto per liberare il cuore dalle doppiezze e dalle falsità che lo incatenano?» (P. Francesco, Omelia del Mercoledì delle Ceneri - 17.02.2021)