XXXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO


CHIAMATI ALL’INCONTRO


Prepararsi… – «In questa domenica, il Vangelo ci indica la condizione per entrare nel Regno dei cieli, e lo fa con la parabola delle dieci vergini: si tratta di quelle damigelle che erano incaricate di accogliere e accompagnare lo sposo alla cerimonia delle nozze, e poiché a quel tempo era usanza celebrarle di notte, le damigelle erano dotate di lampade. La parabola dice che cinque di queste vergini sono sagge e cinque stolte: infatti le sagge hanno portato con sé l’olio per le lampade, mentre le stolte non l’hanno portato. […]

Che cosa vuole insegnarci Gesù con questa parabola? Ci ricorda che dobbiamo tenerci pronti all’incontro con Lui. Molte volte, nel Vangelo, Gesù esorta a vegliare, e lo fa anche alla fine di questo racconto. Dice così: “Vegliate dunque, perché non sapete né il giorno né l’ora”. Ma con questa parabola ci dice che vegliare non significa soltanto non dormire, ma essere preparati; infatti tutte le vergini dormono prima che arrivi lo sposo, ma al risveglio alcune sono pronte e altre no. Qui sta dunque il significato dell’essere saggi e prudenti: si tratta di non aspettare l’ultimo momento della nostra vita per collaborare con la grazia di Dio, ma di farlo già da adesso. Sarebbe bello pensare un po’: un giorno sarà l’ultimo. Se fosse oggi, come sono preparato, preparata? Ma devo fare questo e questo… Prepararsi come fosse l’ultimo giorno: questo fa bene»

(P. Francesco, Angelus – 12.11.2017)


Un grido nella notte – «Ecco lo Sposo: sono pronto ad accoglierlo? Mi accorgo della sua presenza nella mia vita? Pur dentro la notte che vivo, tengo la lampada della fede accesa e la alimento con l’olio dello Spirito Santo continuando a vegliare e preparare la sua venuta? Nessuno si illuda, dice Gesù: se essere saggi significa non permettere alla lampada della nostra vita di spegnersi, questa è una scelta che dobbiamo fare ora e personalmente. Per questo le cinque vergini sagge non vogliono dare dell’olio a quelle stolte: nessuno può accendere luce al posto tuo, nessuno può decidere di accogliere il Vangelo e di amare al posto tuo, devi farlo tu. E il momento è adesso.

Solo così, accogliendo oggi lo Sposo che viene e diventando in tutte le situazioni che viviamo delle piccole luci accese nel cuore della notte, saremo pronti per accoglierlo quando verrà nella gloria. Quella festa di nozze che Egli ha preparato si anticipa oggi, nel coraggio di sfidare la notte del cuore e del mondo con una manciata di luce. Nella famosa opera Amleto, Shakespeare fa dire al protagonista: “Essere pronti è tutto”. È una traduzione laica di quella speranza cristiana verso la quale Papa Francesco ci ha esortati così: “Lì dove Dio ti ha seminato, spera! Non arrenderti alla notte… Non pensare che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di assoluto”. Un invito a camminare, nel buio della vita, con le lampade sempre accese»

(Francesco Cosentino, L’Osservatore Romano – 04.11.2020)


Unici e insostituibili – «Davanti al Padre, che è la sorgente della mia vita e il mio traguardo, davanti al dramma di un destino che è giocato una volta per tutte, davanti ai sì e ai no che decidono della mia sorte eterna, ci sto io, non il gruppo, la classe, la comunità. Non sono solo perché lo Spirito domanda in me e per me ciò che io non so chiedere e il mio Salvatore mi sta accanto, mi avvince a sé, mi partecipa i suoi sentimenti filiali. Ma nessuno può sostituirmi in questa impresa. Anche se vivo, decido, prego in una comunità di fratelli che mi sostiene, mi rianima e spiritualmente mi dilata, resto sempre io in definitiva a vivere, a correre il rischio della decisione, ad affrontare l’avventura difficile ed inebriante della vita di preghiera»

(Carlo M. Martini, La dimensione contemplativa della vita)