VII Ordinario B


Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati
(7a domenica tempo ordinario, Anno B)
19 febbraio 2006

 

Dopo la guarigione del lebbroso (Mc 1,40-45), Marco raccoglie una serie di cinque controversie tra Gesù e gli scribi/farisei. Questi scontri con le autorità religiose d’Israele (vd. Mc 2,1-3,6), anche se trattano argomenti diversi, sono sapientemente collegati dall’evangelista.

Il primo elemento comune è il ‘teatro’ in cui questi scontri hanno luogo, cioè Cafarnao. All’unità di luogo si può aggiungere anche quella di tempo. Anche se i fatti sono avvenuti in momenti differenti, Marco ce li narra come in una ‘sequenza ininterrotta’, omettendo deliberatamente ogni indicazione temporale. Le due sole eccezioni sono rappresentate dalla quarta e quinta controversia, che ruotano attorno al problema di che cosa sia lecito fare o non fare in giorno di sabato.

 In realtà, i riferimenti al «sabato» non alterano per nulla l’impressione, nel lettore, di una ‘sequenza ininterrotta’ di tempo. In entrambi i casi si tratta infatti di una ‘marca teologica’, utile a introdurre l’oggetto specifico della controversia tra Gesù e gli scribi/farisei. Infine, anche se ogni scena di controversia ha personaggi diversi, quelli principali restano gli stessi: Gesù, da una parte, e i suoi avversari, dall’altra.

Mi sono soffermato su questi particolari, per dimostrare che Marco intende presentare ai suoi lettori una «micro-tragedia». Secondo i canoni classici, ogni tragedia obbedisce all’unità di luogo, tempo e personaggi. Sia pure con qualche libertà, l’evangelista sembra proprio unificare cinque episodi della vita di Gesù all’interno di una ‘struttura’ tragica.

Detto ciò, va osservato che le cinque scene sono chiaramente disposte secondo una crescente ostilità degli scribi/farisei contro Gesù. L’opposizione, inizialmente ancora nascosta (cfr Mc 2,6-7), finisce in aperta congiura in Mc 3,6: «E i farisei uscirono con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire». Di opposto schieramento politico (e non solo), farisei ed erodiani si trovano però uniti nel loro radicale rifiuto di Gesù. Già qui, in Marco, si intravede l’ombra della croce.

Finora, però, non si è ancora messo a nudo l’essenziale: qual è il fine ultimo delle controversie e, in particolare, di quelle raccolte e abilmente disposte dall’evangelista? Insieme all’insegnamento e ai miracoli, le controversie fanno parte del ministero pubblico di Gesù. Annunciando infatti il Regno e compiendo prodigi, Egli non poteva non suscitare ostilità intorno a sé. Marco, nel riferire di questi episodi della vita del Maestro, ne sottolinea la ‘pretesa messianica’ contenuta. In altre parole, queste controversie diventano scene di rivelazione: mentre è osteggiato dai suoi avversari, Gesù rivela chi realmente è. Così, nella prima controversia (la guarigione di un paralitico), ciò che crea scandalo nel nugolo di scribi presenti al fatto è la pretesa, avanzata da Gesù, di poter rimettere i peccati. Allora, il cuore della prima controversia è senz’altro il v. 10: «Ora, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati…». Si capisce che il miracolo compiuto è a servizio di una ‘rivelazione’: Gesù è realmente il Figlio dell’uomo che ha il potere di perdonare i peccati.