La “Via Crucis” di Giovanni Paolo II


Il 2 aprile 2005 la sua vocazione è giunta al pieno compimento. Si faceva sera… Ormai poteva dire a chi gli stava vicino: «Lasciatemi andare alla casa del Padre!». Come non notare che era il sabato in albis – dell’ottava di Pasqua –, il primo sabato del mese, giorno dedicato a Maria e la festa della Divina Misericordia da lui istituita? Nel giorno del suo funerale una moltitudine immensa, anzi, si può dire tutto il mondo (compresi i potenti…!) parve fermarsi – commosso e riverente – davanti alla sua bara semplicemente deposta al centro della piazza San Pietro – come nel cuore dell’umanità – là dove veniva celebrato il mistero della croce e della risurrezione di Cristo. Mistero che Giovanni Paolo II ha appassionatamente proclamato con tutta la sua vita e la sua santa morte. Sembra di sentire risuonare la sua bella voce ritrovata che, rivolgendosi alla moltitudine, dice: «Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono. Chiedo anche la preghiera, affinché la Misericordia di Dio si mostri più grande della mia debolezza e indegnità» (Testamento – 6 marzo 1979).

 

Il grido “santo subito” levatosi dalla folla – specialmente dai giovani! – per Giovanni Paolo II era un unanime riconoscimento della conformità di questo grande Papa al Signore Gesù Cristo nell’amore “usque in finem”, nel dono totale di sé. E tutti possiamo dire di sentirlo, questo immenso dono, di sentirlo personalmente per noi. Un dono che emana il buon profumo di Cristo e che fa cantare il nostro cuore colmo di gratitudine e di commosso stupore:

 

Un ultimo, breve respiro poi, spenti a questa luce, gli occhi tuoi di bambino grandi e pieni di stupore si aprirono all’invisibile Reale. Ed ecco, Lei era là, la Regina, prima di Lui, splendida più di mille soli. Prima del Figlio era là, Lei, la Madre della tua Speranza, le braccia accoglienti, tutta sorriso. “Totus tuus” volevi sussurrare, ma già Lei ti aveva sospinto verso Colui che sedeva sul trono: tutto del Figlio per sempre nel seno del Padre, nella viva fiamma dell’Amore. E là, fatti uno nell’Unità beata, subito riconoscesti il volto della tua dolce madre, l’amato volto di tuo padre,  del tuo caro fratello, della tua mai prima conosciuta sorella, il volto di tutti i testimoni venuti dalla grande tribolazione. Non più in alto non più in basso non accanto li vedesti: uno con te, semplicemente nell’Unità dei Tre. Ma tutta quella festa di cielo, tutta quella gioia d’amore non ti fece immemore di noi; ed ecco, da te mandata, venne Lei, la Regina pietosa; venne con la sua tenerezza a tergere le lacrime dai nostri ombrati volti. E  dalla finestra riaperta apparve, umile e sorridente, il nuovo Vicario di Cristo.

 No, non abbiamo paura: Il Signore è sempre con noi!

  1. Anna Maria Cànopi osbAbbazia Benedettina «Mater Ecclesiæ»