La spiritualita’


Ma non temete: se in noi vi è una pienezza di vero amore per essi, per ognuno di essi, i nostri fratelli quasi loro malgrado, ameranno il mistero che, senza conoscerlo, indovinano essere in noi la sorgente stessa di questo amore che li raggiunge e li avvicina. Si tratta dunque di realizzare in noi questa totale presenza al mondo invisibile. È questa l’opera della fede che sarà sviluppata al punto da divenire abitualmente attiva nella nostra vita e sarà in noi un occhio sempre aperto sulle cose divine e pronto a riceverne le illuminazioni interiori. Questa visione di fede trova la sua sorgente e la sua espressione nella preghiera.

2) Un Piccolo Fratello deve essere un “permanente in preghiera“. Mi sembra che questo termine caratterizzi perfettamente quello che deve essere il vostro atteggiamento interiore di fronte a Dio ed agli uomini, ed esprima esattamente la vostra vocazione alla preghiera con le sue caratteristiche. Un permanente è, prima di tutto, un uomo che è stato reso disponibile per un compito specializzato al quale deve consacrare una parte del suo tempo, in vista del bene comune di tutti: analogamente, il Piccolo Fratello deve essere in stato interiore costante di disponibilità per la preghiera.

Un permanente, come lo indica il termine stesso, deve anche assicurare una permanenza, ciò che suppone una certa continuità nella presenza: così il Piccolo Fratello deve essere presente a Dio ed al Cristo in modo permanente, attraverso lo stato di preghiera che tende a stabilirsi in lui. Infine un permanente è sempre un delegato dei suoi compagni; e deve conservarne il senso, se vuol lavorare, in spirito di servizio, ad eseguire perfettamente il mandato che gli è stato affidato. E’ esattamente lo stesso per il Piccolo Fratello sul piano delle responsabilità spirituali che egli, in virtù dell’unità del corpo mistico di Cristo, si assume e che fanno di lui, alla lettera, un delegato alla preghiera dai suoi fratelli: egli deve conservare in sé ben vivo il senso di questa delega. (Prima parte)

Dal testo “COME LORO di René Voillaume

 

Preghiera di abbandono

Padre mio, io mi abbandono a Te,

fa’ di me ciò che Ti piace,

qualsiasi cosa Tu faccia di me,

io Ti ringrazio.

Sono pronto a tutto, accetto tutto,

perchè la Tua volontà sia fatta

in me e in tutte le Tue creature.

Non desidero altro, mio Dio.

Rimetto la mia anima nelle

Tue mani, Te la dono,mio Dio,

con tutto l’ amore del mio cuore,

perchè Ti amo ed è per me una

necessità di amore donarmi e

rimettermi nelle Tue mani,

senza misura, con infinita fiducia,

perché Tu mi sei Padre.

 

Amen.