Biografia di padre Charles


• Nel gennaio 1897 l’abate generale dei Trappisti lo lascia libero di seguire la sua vocazione.

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 Nazareth (1897-1900)

• Dal mese di marzo 1897 è a Nazareth, dove si impiega come domestico delle Clarisse. Rifiutando la casetta del giardiniere, sceglie una baracca di legno nell’orto del convento, che serviva da ripostiglio. Ne fa il suo eremo. A Nazareth vive un periodo decisivo, da eremita contemplativo, nel nascondimento, nel silenzio, nella povertà assoluta. A poco a poco, la madre superiora delle Clarisse lo convince a intraprendere una missione più importante da compiere e lo invita a diventare sacerdote. Egli alla fine accetta, per diventare «più simile a Gesù, sacerdote come lui per le pecore senza pastore”.

• Rientrato in Francia, il 9 giugno 1901 è ordinato prete.

 

Beni-Abbès e i viaggi fra i Tuareg (1901-1906)

• Torna in Africa e decide che “Nazareth” poteva essere qualsiasi altro luogo. A Beni-Abbès, in Algeria al confine col Marocco, costruisce un romitaggio per fondarvi una fraternità di monaci, “Piccoli Fratelli” che vivano tra i poveri, in spirito di servizio. E l’unico sacerdote nel giro di 400 chilometri. Assiste pastoralmente i soldati francesi della guarnigione, ma vive e veste come gli arabi circostanti. Ciò che unicamente lo distingue è un rosario legato alla cinta e un simbolo – da lui stesso ideato: – un cuore rosso sormontato da una croce – cucito sul petto. Il suo scopo. non è convertire gli arabi, ma assicurare una presenza cristiana in mezzo a loro.

• Nel 1905 intraprende diversi viaggi fra i Tuareg. Informa amici e autorità sul dramma della schiavitù. Riscatta diversi schiavi. Per loro scrive un catechismo e traduce il Vangelo.

• Nel 1906 un compagno si unisce a lui. Ma molto presto frère Michel cade malato e riparte.

 

Tamanrasset e tre viaggi in Francia (1907-1916)

• Si unisce al colonnello Laperrine, un tempo suo compagno di vita militare, in una spedizione verso il Sahara interno. Scopre la desolata regione dell’Hoggar, un’arida valle circondata da montagne vulcaniche. Stabilitosi nel 1907 a Tamanrasset, intraprende un enorme lavoro sulla lingua dei Tuareg, sui loro canti e le loro poesie. I frutti della sua ricerca sono raccolti in un imponente dizionario tuareg.

• E’ il solo cristiano. Gli è proibito celebrare l’eucaristia. Ma sceglie di restare «per gli uomini”. Dopo sei mesi, riceverà l’autorizzazione a celebrare da solo, e a costruirsi un tabernacolo per custodire il santissimo sacramento.

• Nel gennaio del 1908 si ammala gravemente. Viene salvato dai Tuareg che, pur in un periodo di carestia, condividono il poco latte di capra che resta loro. Grazie a questa prova, Fratel Charles si rende conto che non è sufficiente restare ai piedi di Gesù: occorre offrirsi a tutti come lui si è offerto. E così l’Hoggar non gli appare più come una terra pagana, ma come una parte del regno di Gesù.

• Da 1909 al 1913 compie tre viaggi in Francia per presentare il suo progetto di «Unione dei fratelli e delle sorelle del Sacro Cuore».

• Scoppiata la guerra, nel 1914 ritorna a Tamanrasset. Ma anche il deserto è agitato da ribelli Marocchini e Senussiti libici.

 

La morte

• Per proteggere la gente, viene costruito un fortino. Padre Charles vi si installa da solo, pronto ad accogliere la gente dei dintorni in caso di pericolo. Continua a lavorare sulle poesie e sui proverbi dei Tuareg.

• Il 1° dicembre 1916, un gruppo di Tuareg si fa aprire la porta con un inganno. Essi lo legano saldamente e iniziano il saccheggio del fortino. Inaspettatamente viene annunciato l’arrivo dei militari. Il ragazzo di quindici anni che sorveglia Fratel Charles, preso dal panico, lascia partire un colpo. La pallottola entra sotto l’orecchio destro e attraversa il cranio. De Foucauld muore all’istante: viene sepolto inginocchiato, come era morto, nel fossato del fortino.

• In un libretto rinvenutogli addosso nel giorno in cui morì fu trovato scritto: «Mi auguro di vivere come dovessi morire martire oggi”.