Addio a don Walter


Era morto l’11 maggio. Aveva 85 anni

Lunedì 14 nel santuario di Boca i funerali di don Walter Delconte

Nel grandioso santuario del Ss. Crocifisso di Boca, gremito da persone provenienti da molti paesi della Diocesi, lunedì14 maggio è stata celebrata la liturgia esequiale per don Walter Delconte, deceduto l’11 maggio presso l’Ospedale di Borgomanero.

Il Vescovo, che presiedeva la celebrazione, concelebrata da oltre quaranta sacerdoti, ha così iniziato l’omelia: «Per oltre venti anni don Walter è stato rettore di questo Santuario del Crocifisso. È giusto che l’estremo saluto gli venga rivolto qui, mentre il tempo pasquale ci ricorda con le parole dell’apostolo Paolo che “sesiamo stati completamente uniti a Cristo con una morte simile alla sua, lo saremo anche con la sua resurrezione” (Rm 6,5). Don Walter ha avuto la grazia di meditare a fondo in questo santuario il mistero di Cristo Crocifisso. Ha avuto anche l’incarico di essere, soprattutto attraverso il sacramento della penitenza, ministro della misericordia di Dio per tante persone ferite nel corpo e nello spirito; ministro del Cristo Crocifisso per le cui piaghe siamo stati guariti».

Anche a Suno, dove don Walter era nato il 13 luglio 1921, prima della sua sepoltura, è stata celebrata l’Eucaristia con la partecipazione dei sacerdoti dell’Unità Pastorale e con numerosi parrocchiani di Suno. Don Walter, ancora ragazzo, si era trasferito con la famiglia a Quarona, dove aveva celebrato la prima Messa, dopo aver ricevuto l’ordinazione il 27 maggio 1944, con altri 27 ordinati da mons. Leone Ossola.

Era il periodo della guerra civile e don Walter, in occasione della rappresaglia per un attentato al ponte della Pietà, cercò invano di salvare due giovani dall’impiccagione.

Alla fine dell’agosto del 1944 venne nominato parroco di Mollia, dove per quattro anni condivise le difficoltà della gente di montagna, aggravate dalla guerra. Desiderando di poter vivere un impegno educativo con i giovani, nel 1948 venne nominato viceparroco di San Leonardo di Pallanza. Nel 1950 gli venne affidata la Parrocchia di Nocco, dove per dieci anni impegnò il suo giovanile entusiasmo nel seguire la formazione dell’Azione Cattolica, i Coltivatori diretti, i numerosi villeggianti e sostituendo l’anziano parroco di Gignese. Dopo,alcuni mesi vissuti a Sologno, nel 1961 gli venne affidato l’incarico di cappellano del monastero di Ghiffa. Per 15 anni accompagnò il cammino spirituale delle monache con il servizio liturgico e la predicazione. Durante questo periodo si prestò pure a sostituire il parroco di Santa Croce di Ghiffa; fu inoltre molto vicino al vescovo Gilla Gremigni che proprio a Ghiffa morì il 7 gennaio 1963. Nel 1977 venne chiamato a collaborare con padre Luigi Preti come vicerettore al Santuario della Pietà di Cannobio.

Essendo deceduto mons. Agostino Ponti, il 16 dicembre 1980 venne nominato Rettore del Santuario di Boca. Nei primi mesi in una lettera così esprimeva il suo animo: «Sono contento e pieno di buona volontà; venire a Boca è stato un vero dono; sto sperimentando che significa essere responsabile di questo grande centro di devozione e di pietà».

Attento ai numerosi interventi di manutenzione del Santuario, non dimenticò mai che il primo impegno era per lui di essere a servizio della misericordia del Padre. In questo ministero coinvolse numerosi sacerdoti diocesani e religiosi e per alcuni anni anche il vescovo ausiliare mons. Francesco Franzi. Oltre al Bollettino del Santuario curò la pubblicazione di alcuni libri sulla storia del Santuario.

Nel 1999 in prossimità del Giubileo venne nominato come suo collaboratore padre Armando Verdina. Don Carlo Grossini all’inizio della celebrazione funebre, lunedì scorso, ha ricordato come dopo il 2000 la sua salute andò declinando e nel 2006 venne ospitato nel Centro Anziani “Padre Picco”: «Don Walter ha affrontato serenamente il tempo della debolezza, senza perdere tuttavia la voglia di fare che gli derivava dal carattere pronto e intraprendente, ma soprattutto dalla percezione profonda del valore del Ministero sacerdotale. Ripeteva insistentemente: “Dai, ti aiuto! Disponi pure! Impegnami! Voglio rendermi utile”. Soprattutto aveva chiara la centralità dell’Eucaristia. Anche nel tempo dello smarrimento della memoria, questo è rimasto il suo ritornello: “Dove dico Messa domani?” E fino alla fine: “Se non dico Messa, che prete sono?”. Conserveremo nella mente e nel cuore – ha concluso don Grossini – l’ultimo suo intervento, nella Cappella S.Giulio per i suoi amici anziani: “Anche la sera è bella quando il giorno si conclude nel bene”».